Assi di bastoni 50 (parte prima) – Il mercato ICE del HCB

La numerologia è una delle discipline esoteriche più comuni ed amate dal genere umano. Basata sulla convinzione che i numeri possiedano una propria energia ed un valore simbolico, è capace di influenzare la personalità ed il destino di ciascuno di noi.Un esempio eclatante ci viene in soccorso da un luttuoso avvenimento dei giorni scorsi. La scomparsa di una figura leggendaria come Franco Baresi, uno degli uomini e dei calciatori più amati e rispettati dal mondo del calcio, e non solo, rimarrà vincolata ad una progressione numerica singolare, per certi versi anche inquietante.

6, come il suo numero di maglia. 66, come gli anni che ha vissuto. 666, come il numero del diavolo. In questo caso: rossonero.

Potrà suonare come irriverente. Ma in questa casualità, più di qualcuno di noi potrebbe scorgere un preciso disegno esoterico. L’hockey su ghiaccio non potrebbe nemmeno esistere senza fare affidamento sui numeri. Basti pensare a quanto siano fondamentali le statistiche. Individuali o di squadra che siano.

Gli esempi a riguardo sono… innumerevoli. Siamo andati a cercarne uno. Il più folcloristico possibile.Allan William Secord, ala sinistra, nato a Sudbury (Ontario), il 3 marzo 1958. Sedicesima scelta assoluta, al primo giro per i Boston Bruins, nel draft del 1978. La svolta definitiva nella sua carriera arriva nel 1981, al suo passaggio ai Chicago Blackhawks. Diventando uno dei beniamini più acclamati dello Stadium, il palazzo diviso a metà con i Bulls. Uno dei più temuti nella storia dell’intera National Hockey League. Perché le sue dimensioni sono nettamente inferiori rispetto agli standard e ciò favorisce il gioco particolarmente fisico ed intimidatorio. Una caratteristica per la quale i Blackhawks sono considerati vere eccellenze. A Boston, Al Secord si era già messo in luce per le sue doti di “sniper”, capace com’era di spolverare implacabilmente gli incroci dei pali. Inoltre, avendo un carattere particolarmente irascibile, si era anche guadagnato un appropriato nick-name (The Wrangler, l’attaccabrighe) per l’irrefrenabile pulsione di gettare i guanti sul ghiaccio.

Keith Magnuson, il leggendario capitano e difensore di Chicago per 11 lunghissime stagioni, entrò maggiormente nel cuore della gente dell’Illinois proprio nel 1981, quando decise di assumere il ruolo di head-coach propostogli dalla sua franchigia di sempre. Con felici intuizioni tattiche, Magnuson disegnò schemi offensivi molto più che innovativi, che si rivelarono geniali per il bomber del team, Tom Lysiack, e per il vero idolo locale, Stan Mikita. Ma lo spettacolo sul ghiaccio, quello che tutto lo Stadium attendeva con trepidazione, era garantito dalla linea d’attacco composta, neanche a dirlo, proprio da Steve Larmer, Al Secord, e Denis Savard “The Party Line”, come venne magistralmente soprannominata. Ogni cambio di questo terzetto era come un buono fruttifero. Bastava staccargli la cedola e andare all’incasso. Secord e compagni sfruttarono al meglio l’alchimia sprigionatasi dalla loro intesa. E la loro linea totalizzò un sacco di punti in quella stagione. In 80 incontri “The Wrangler” realizzò ad esempio 44 gol e 31 assist. Ma soprattutto collezionò incredibilmente 303 minuti di penalità. Cifre astronomiche! Che ancora oggi fanno di Secord l’unico giocatore della NHL a totalizzare almeno 40 gol e 300 minuti di panca puniti nella stessa stagione.  Al Melgard, celebre organista dei Blackhawks, in onore della “Party Line” compose alla tastiera del suo “Barton” alcune delle marce più iconiche della storia. Ancora in voga nelle arene della NHL. Allan William Secord invece, chiuse la carriera raccogliendo in 12 stagioni: 766 match, 273 reti, 222 assist e ben 2093 minuti di penalità. Che fanno di lui il 46° NHLer più punito di tutti i tempi.

Lucio Topatigh, uno dei migliori confronti in materia, chiuse dopo 25 anni con 802 partite in serie A, 66 in Alpenliga e 243 in campo internazionale, collezionando 2263 minuti di penalità in 1111 match!

Avendo totale fiducia nei numeri, oggi vorremmo riprendere il controllo del countdown. Quello che ci sta conducendo progressivamente verso il via ufficiale della stagione 2026-‘27 di ICE Hockey League, in programma venerdì 18 settembre. 

Il 1º giugno scorso, l’assemblea generale ordinaria della Lega ha ratificato l’incremento del numero delle squadre partecipanti, passato a 14 grazie all’ammissione del Milano Hockey Club (che porta a 3 il numero delle italiane) e la sospirata conferma ai blocchi di partenza dei Pioneers Vorarlberg.

In casa biancorossa, agli ordini di Daniel Peruzzo, alcuni elementi (Brad McClure, Daniel Gellon, Nicolò Remolato e Jakob Fuchs) hanno già svolto un primo ciclo di test atletici. Il resto del gruppo è invece atteso alla base per il 10 agosto. Momento del raduno in vista della partenza per  Corvara in Badia (foto HCB), tradizionale sede del ritiro pre-season, previsto dal 13 al 23 agosto.

L’elenco delle amichevoli estive è particolarmente articolato.

Il 22 agosto, alle ore 20.30, il palaghiaccio di Corvara ospiterà il derby tra l’HCB ed i campioni in carica di AHL, l’HC Gherdëina .

Il 26 agosto, sempre alle ore 20.30, la truppa biancorossa sarà attesa all’Odegar di Asiago, ospiti dei giallorossi.

Il 29 e 30 agosto, il Palaonda si animerà nuovamente, in occasione del tradizionale Südtirol Summer Classic. Quest’anno saranno ospiti di Hockeytown tre affermati team europei. Sabato 29 si svolgeranno le due semifinali: Red Bull München – Lausanne HC ed Hockey Club Bolzano – Brûleurs de Loups de Grenoble. Domenica 30 si chiuderà l’evento con le due gare di finale (ore 16 e ore 20). Il 2 settembre, alle ore 20.30, rivincita a Selva Gardena con i campioni in carica di AHL.

Poi, il 5 e 6 spazio all’Hansjörg Brunner Memorial. Sabato alle ore 20 il derby con il Merano Pircher, domenica alle 18 i biancorossi incroceranno gli Starbulls Rosenheim.

Sarà come di consueto l’Alperia Cup, quest’anno di scena il 9 settembre alle ore 19:45 all’Intercable Arena di Brunico, a chiudere il corposo pacchetto “pre-season” dell’Armata Biancorossa con la sfida infinita tra HCB e Falkensteiner Pustertal.

Come detto, la ICE Hockey League scatterà venerdì 18 settembre.

Alle 19:45 i biancorossi saggeranno al Palaonda le ambizioni di una rinnovatissima Vienna Capitals. Domenica 20 settembre, alle ore 18, l’atteso big match contro i Red Bull Salzburg.

Quello con i salisburghesi sarà un confronto fra titani, dalla duplice valenza. Perché prima del match si svolgerà la gioiosa cerimonia ufficiale (sulla quale torneremo in futuro, con tutti i dettagli dell’iniziativa) in cui quattro numeri di maglia dell’Hockey Club Bolzano, appartenuti ad altrettante Leggende del nostro hockey, saranno ritirate definitivamente.

La 4 di Robert Oberrauch, la 8 di Rolly Benvenuti, la 19 di Hubert Gasser e la 25 di Martin Pavlu.

Non meno importanti sono i grandi numeri fuoriusciti dal mercato estivo della ICE Hockey League. Ed, inevitabilmente, iniziamo la nostra personale valutazione proprio dall’HC Bolzano.

Settore tecnico: con uno dei suoi classici colpi ad effetto, Dieter Knoll ha chiuso il carosello delle evocazioni (Greg Ireland e Glen Hanlon) mettendo sotto contratto il coach finlandese Antti Kahrula. Verrà coadiuvato da Fabio Armani (associato alla sua ottava stagione in biancorosso), Daniel Goller (preparatore dei portieri, al secondo anno in via Galvani) ed il già citato Daniel Peruzzo (preparatore atletico, al terzo anno con l’HCB).

50 anni, ex giocatore dotato di un discreto fiuto per gli assist, Kahrula ama ancora indossare l’armatura come dimostrano le sei presenze accumulate in patria lo scorso inverno, in II-divisionaa, a supporto dei Laser HT Akatemia. Come coach ha già raccolto due importanti parentesi temporali in ICE Hockey League. La prima, dal 2019 al 2021, con l’Hydro Fehérvár AV19. La seconda, dal 2023 al 2025, con l’Olimpija Ljubljana. Con la quale si è aggiudicato il titolo nazionale nel 2024. La scorsa primavera ha salutato il campionato germanico (DEL2), dopo una stagione alla guida di Bad Nauheim. Ed ora, si giocherà le sue chances in una piazza importante come Bolzano. Una delle sue principali caratteristiche, è di non avere alcun pregiudizio nei confronti dei più giovani. Sia in Ungheria che in Slovenia, Kahrula ha sempre pescato a piene mani tra le leve giovanili di Féhervár ed Olimpija. E su questo argomento Dieter Knoll è stato estremamente chiaro: “Quest’anno abbiamo investito sui giovani,  quindi vogliamo dal nuovo coach una rotazione costante degli Under 24, sia in attacco che in difesa”. Parole chiare, anzi cristalline.

Portieri: la futura batteria biancorossa sarà composta da Louis Domingue e Marco Costantini.

Immagine HCB

Entrambi canadesi di nascita, il primo in Quebec (Mont Saint Hilarie), il secondo in Ontario (Hamilton), la loro prima missione sarà quella di convincere l’esigente platea del Palaonda. Che in materia di portieri ha sempre evidenziato un palato particolarmente fino.

Domingue, lo scorso anno sia in KHL a Novosibirsk che in AHL a Charlotte (con i Checkers, farm team dei Florida Panthers) è un goalie dal brillante passato. Trascorso prevalentemente tra NHL (151 presenze accumulate tra Arizona Coyotes, Tampa Bay Lightning, New Jersey Devils, Vancouver Canucks, Calgary Flames, Pittsburgh Penguins e New York Rangers) ed AHL (256 match, principalmente con Portland Pirates e Hartford Wolf Pack). 191 centimetri per 94 chili, oltre a coprire molto bene lo specchio, Louis è un guardiano equilibrato, poco appariscente, capace di infondere sicurezza grazie ad uno spiccato senso della posizione ed un’ottima dinamica negli spostamenti laterali, virtù accompagnate da una valida lettura del gioco. Domingue vanta un empty-net gol in carriera, realizzato il 12 aprile 2024 ad Hartford, contro gli Springfield Thunderbirds. 5-3 per i Wolf Pack e conquista matematica dei playoff della Calder Cup.

Il suo backup sarà Marco Costantini, “prospetto di grande affidabilità e prospettiva”, usando le parole di Luca Tommasini, responsabile dell’area comunicazione HCB. 24 anni il 4 agosto, è già in ICE nel 2025, per una breve apparizione di soli 5 match ad Asiago. Proviene, come detto, da Hamilton, Ontario. Territorio canadese dalla forte concentrazione di famiglie di origine italiana. Secondo il verbo di Knoll, nella prossima stagione Marco potrebbe ritagliarsi un congruo numero di presenze. Arriverà in Europa assieme al gemello Anthony, difensore alla prima esperienza nel Vecchio Continente, anche lui in ICE coi Pioneers Vorarlberg. 

Difensori: la parola chiave dell’estate è stata effettivamente “rivoluzione”. Immagine HCB

Enrico Miglioranzi e Jason Seed (ritirati), Max Gildon (Krefeld Pinguine), Matt Cairns (Esbjerg Energy), Scott Valentine (HC Milano), Philip Samuelsson, Mark Barberio e Dylan Di Perna (svincolati) hanno smesso la maglia biancorossa. Ed il solo confermato è stato Enrico Larcher, che ruoterà come lo scorso anno tra il roster biancorosso e quello del Merano Pircher.

L’uomo di punta sarà Teemu Kivihalme, roccioso difensore con doppio passaporto (Stati Uniti e Finlandia) draftato dai Nashville Predators nel 2013, anche se non vide mai le arene della NHL. È tornato in Finlandia da giocatore professionista nel 2017, vincendo la Liiga al primo tentativo con Kärpät, guadagnando l’anno successivo anche una meritata convocazione in Nazionale. È alla prima esperienza fuori da suoi circuiti tradizionali. Ma è ovviamente pronto a mettersi in discussione in ICE Hockey League. Gioca dispensando fisicità e tecnica. Vede poco la panca puniti e molto bene la porta avversaria. Infine ama costruire il gioco. Lo aspettiamo in azione.

Un altro volto nuovo del blocco difensivo è Zac Leslie, il veterano, con i suoi 32 anni. Draftato anch’egli nel 2013 dai Los Angeles Kings, non è mai stato un NHLer. In compenso tanta AHL (Ontario Reign, Chicago Wolves, Stockton Heat e Belleville Senators). Dopo la quale ha cercato fortuna in KHL (Kunlun Red Star) prima del tuffo in Europa (Rapperswil, Mannheim e Straubing). Dalla sua Leslie ha una grande esperienza. Non avrà un fisico imponente ma è sempre brillato per visione di gioco, come testimoniano i tanti assist firmati in carriera. Dagli Hartford Wolf Pack (dove ha avuto come compagni di squadra Chris DiGiacinto, Louis Domingue e Turner Elson, quest’ultimo lo conosceremo in seguito) arriva invece Blake Hillman, altro elemento molto solido, duttile ed esperto, alla prima esperienza in Europa. Il draft con i Chicago Blackhawks nel 2016, ed il titolo conquistato l’anno successivo in NCAA con Denver (che gli valse la vetrina in NHL – 4 match – bagnata addirittura con un gol contro i Saint Louis Blues), resta il “magic moment” di una carriera fin qui generosa di soddisfazioni per lui. Blake non ha molti punti nelle mani, ma ha sempre pulito gli angoli e gli slot meglio della rolba.

Prima esperienza europea anche per il vero “gigante” dell’Hockey Club Bolzano.2 metri per 108 chili, Jackson van de Leest si è già aggiudicato il titolo di giocatore più massiccio della storia biancorossa. Se questo sarà solamente un dato anagrafico e non una valenza agonistica, sarà l’impatto con il PalaOnda e con la ICE a stabilirlo. Nella stagione ‘23-‘24 Van de Leest entra nel mondo professionistico, firmando con Adirondack in ECHL. Ora l’Europa. Sarà interessante vederlo all’opera quando incrocerà avversari altrettanto imponenti come Paul Stapelfeldt o Thomas Raffl.

Un’altra scommessa del dottor Knoll è certamente Carmine Buono, fresco vincitore della AHL con il Gherdëina e convocato in Nazionale da Jukka Jalonen, in occasione dei Mondiali Top Division.Di evidenti origini italiane, Buono arriva in Europa nel 2021 da Burnaby (British Columbia, Canada) ed approda a Neuilly-sur-Marne. Si distingue subito per la facilità con la quale legge le giocate. Nel 2022 approda in Italia, ad Appiano e l’anno dopo si ricongiunge a Christian, suo fratello, ingaggiato da Pergine. E lì si compie la svolta professionale: trionfi in campionato e Coppa Italia. Carmine si conferma come assistman di ottimo livello, tanto da guadagnare l’upgrade in AHL. Col Gherdëina compie il miracolo, dopo il quale arriverà anche l’azzurro. Ci sono tutti gli elementi per attenderlo con fiducia al suo esordio in ICE.

Il settimo elemento del reparto difensivo è un altro promettente prospetto dell’hockey italiano. Si tratta di Noah Frick, appena 19enne, già entrato nelle grazie degli osservatori. Cresciuto nel settore giovanile dell’Appiano, esordisce in prima squadra in IHL dopo il titolo conquistato con la Under 19. È il Merano ad accorgersi delle sue capacità e a gettarlo nella mischia in Alps, nella scorsa stagione. La finale contro i gardenesi ha un esito alquanto doloroso.In molti però sostengono che sia nata una stella. E Dieter Knoll l’ha voluta nel suo roster.

Immagine HCB

Attaccanti: i rinnovi in questo reparto sono la vera plusvalenza del mercato biancorosso.

Cole Schneider (secondo anno), Brad McClure (quinto), Matt Bradley (terzo), Dustin Gazley (settimo), Cristiano DiGiacinto (quarto), Daniel Mantenuto (quinto), Bryce Misley (secondo) e Luca Frigo (undicesimo!, sarà lui il nuovo capitano dei Foxes?). 

Per contro, Matteo Gennaro (Memmingen Indians), Shane Gersich (Vienna Capitals), Michele Marchetti (Asiago), Pascal Brunner (EHC Chur) e Brett Pollock (HK Nitra) si sono accasati altrove.

Un discorso a parte merita ovviamente Daniel Frank che, all’alba della sua quattordicesima stagione (un traguardo che gli avrebbe concesso di veder ritirare anche il suo numero, assieme a quelli di Gino, Rolly, Hubi, Martine e Bob) ha stretto la mano a Dieter Knoll, lasciando sulla sua scrivania la “C” di capitano, in un congedo misto di amore e dispiacere, che è stato fissato in una pregevole intervista confezionata dallo stesso Luca Tommasini, che rimarrà la miglior testimonianza di quanto fosse intenso il legame tra Daniel e la maglia biancorossa.

Nelle ideali “sliding doors” dello spogliatoio dei Foxes sono subentrati i seguenti profili.

Turner Elson, 33 anni, centro di grande esperienza e dalle mani particolarmente educate. Nel suo curriculum non passano inosservati i 600 match in AHL ed i trascorsi contrattuali con Calgary Flames, Colorado Avalanches, Detroit Red Wings e New York Rangers. Tre i match vissuti in NHL: il primo nell’aprile del 2016 con i Flames (festeggiato con un assist a referto), i restanti nel 2022. Un vero e proprio tributo offertogli dai Red Wings per l’impegno e l’abnegazione dimostrati nelle cinque stagioni vissute con il farm-team dei Grand Rapids Griffins. Elson potrebbe mettere la propria leadership a disposizione soprattutto degli elementi più giovani.

Isaac Ratcliffe, 27 anni, di London (Ontario), centro dal fisico imponente (198 cm per 91 chili) ed alla prima esperienza in Europa, arriva a Bolzano dopo 333 presenze e 113 punti in AHL (particolarmente nei Lehigh Valley Phantoms ed ultimamente nei Milwaukee Admirals). Sono le 10 presenze in NHL, impreziosite da 1 gol e 4 assist, a risaltare maggiormente nel suo curriculum. Accadde quando nel 2017 i Philadelphia Flyers lo draftarono al secondo giro (35º assoluto), regalandogli il sogno di ogni giocatore di hockey. Se saprà integrarsi a dovere potrebbe garantire un sostanzioso apporto in termini di punti.

Daniel Gellon, 25 anni, ala destra agile e veloce, nelle ultime cinque stagioni uno dei beniamini del HC Merano, è un attaccante dotato di uno spiccato fiuto per il gol. Quest’estate ha compiuto il salto di qualità firmando per il Bolzano, accompagnato da statistiche alquanto confortanti (228 incontri e 214 punti in maglia bianconera). È un giovane con una radicata cultura del lavoro e che non vede il momento di mettere il suo potenziale nelle mani di Kahrula,

Jakob Fuchs, 22 anni, ala destra. Il ragazzo di Silandro ha in dote un fisico massiccio ed è già entrato nell’orbita dei Foxes, svolgendo la scorsa estate la preparazione con la prima squadra. Nelle ultime stagioni Fuchs ha dimostrato di aver raggiunto una più che discreta maturità agonistica, non disdegnando affatto il confronto anche ruvido con l’avversario ed essere migliorato sensibilmente anche in fase realizzativa. Assieme a Frick, Larcher e Remolato, verrà gestito (a seconda delle necessità) nel doppio impiego tra Bolzano e Merano.

Nicolò Remolato, bolzanino purosangue di 21 anni, le ultime quattro stagioni spese in Alps tra Unterland e Cortina (58 punti in 145 match) ha come unico obiettivo quello di apprendere il più velocemente possibile ogni dinamica della ICE ed il suo ruolo all’interno del team. Dotato di un telaio leggero (172 cm per 75 chili) ha già avuto modo di mettere in evidenza il suo pattinaggio agile e potente ed una certa propensione alla costruzione del gioco. Se dimostrerà la stessa forza di volontà e l’abnegazione avute in passato potrebbe sorprendere il PalaOnda.

Ad uso e consumo degli immancabili social, ad Hockeytown si sono già formate due precise scuole di pensiero, al termine delle erculee fatiche compiute da Dieter Knoll sul mercatointernazionale. La prima, tendenzialmente orientata su una certa infelicità universale, uno dei concetti chiave del pessimismo cosmico, ritiene che quella dell’Hockey Club Bolzano sia stata una vera e propria campagna di indebolimento. Pochi nomi di rilevanza, molte scommesse, giovani senza un pedigree definito, roster poco profondo e nuovo coach che “non arriverà al panettone”.

La seconda, sulla quale saremmo orientati (ostentando un minimo di sicurezza…) gradisce invece la strategia del “profilo basso” adottata quest’estate dal Dottore. Memore di quanto accaduto in passato: zero proclami, dichiarazioni dense di sobrietà, massima oculatezza nello studio dei report. In attesa che sia il ghiaccio ad emettere le sue incontrovertibili sentenze.

Chi avrà ragione?     

seguiteci per la seconda parte del mercato ICE delle altre squadre che pubblicheremo lunedì 10 agosto

Start a Conversation

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *