Nadia Mattivi: il muro azzurro che ha conquistato il mondo

Quando si parla di hockey femminile italiano, uno dei primi nomi che viene in mente è quello di Nadia Mattivi. Difensore moderno, leader in pista e capitana della Nazionale italiana, rappresenta una delle migliori espressioni del movimento azzurro e una delle giocatrici italiane più affermate a livello internazionale.

Gli inizi e la passione per l’hockey
Nata il 2 maggio 2000 a Baselga di Piné, in Trentino, Nadia è cresciuta con l’hockey nel sangue. Ancora prima di imparare a camminare girava per casa con una stecca giocattolo, ispirata dal fratello maggiore Luca, anche lui giocatore di hockey. Fin da giovanissima ha mostrato talento e determinazione, qualità che l’hanno portata rapidamente a confrontarsi con il massimo livello nazionale.

L’esplosione con le EV Bozen Eagles
Nel 2013, a soli tredici anni, ha esordito con le EV Bozen Eagles nella European Women’s Hockey League (EWHL). A Bolzano è cresciuta come atleta e come persona, conquistando tre Scudetti e diventando uno dei punti di riferimento della squadra. La sua capacità di unire solidità difensiva e contributo offensivo l’ha resa presto una delle giovani promesse più interessanti dell’hockey europeo.

L’esperienza internazionale
Dopo la prima esperienza in Alto Adige, Nadia ha deciso di mettersi alla prova all’estero. Ha giocato una stagione in Svezia con il Linköpings HC, per poi trasferirsi negli Stati Uniti alla Boston University, diventando soltanto la seconda italiana nella storia a disputare il campionato universitario NCAA femminile. Durante il percorso universitario è stata nominata capitana della squadra, confermando le sue qualità non solo tecniche ma anche umane e caratteriali.

Terminata l’esperienza americana è tornata in Svezia, vestendo la maglia del Luleå HF, una delle società più prestigiose del campionato svedese, continuando il proprio percorso ai massimi livelli europei.

Il simbolo della Nazionale italiana
Con la maglia azzurra Nadia è diventata una vera leader. Difensore affidabile, dotata di grande visione di gioco e personalità, è stata scelta come capitana della Nazionale italiana, guidando il gruppo nella storica partecipazione ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Il suo esempio dentro e fuori dal ghiaccio è diventato un punto di riferimento per tutto il movimento femminile italiano.

La conquista della PWHL
Nel 2026 è arrivato anche il coronamento della carriera professionistica: l’ingaggio da parte delle Montréal Victoire nella Professional Women’s Hockey League (PWHL), il massimo campionato professionistico nordamericano. Pochi mesi dopo ha scritto una pagina di storia diventando la prima giocatrice nata e cresciuta in Italia a vincere la Walter Cup, contribuendo anche con un assist nei playoff. Un risultato che certifica definitivamente il suo valore internazionale.

Oltre il ghiaccio
Fuori dalla pista Nadia ama la montagna, il trekking e la mountain bike, passioni che rispecchiano il suo carattere determinato e il forte legame con il territorio trentino. Chi la conosce la descrive come una persona umile, estremamente professionale e sempre disponibile con compagne e tifosi, caratteristiche che l’hanno resa una delle figure più apprezzate dell’hockey italiano.

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