Eroi Biancorossi #5 – Martin Pavlu

Martin Pavlu — Il Cigno

25 stagioni, 12 Scudetti. Una sola maglia. Ci sono giocatori che passano da una squadra. E poi ci sono giocatori che diventano una squadra. Per il Bolzano, Martin Pavlu è stato esattamente questo. Per un quarto di secolo ha indossato la maglia biancorossa, attraversando generazioni, palaghiacci, compagni, allenatori e epoche diverse. Dal vecchio Palafiera di via Roma fino agli anni del Palaonda. Sempre con quella maglia. Sempre con quel numero. Il 25.

Una famiglia sul ghiaccio
La storia di Martin Pavlu a Bolzano comincia prima ancora che lui diventi protagonista. Suo padre Jaroslav Pavlu arriva in Alto Adige nel 1969 e diventa uno dei grandi protagonisti dell’hockey bolzanino. Giocatore, poi allenatore e soprattutto maestro per intere generazioni di giovani. Martin nasce a Plzeň, in Cecoslovacchia, l’8 luglio 1962. Da bambino segue il padre a Bolzano. E quasi inevitabilmente finisce sul ghiaccio. Il suo debutto con la prima squadra dell’HCB arriva prestissimo: nel 1975, a soli 13 anni, in un’amichevole contro il TJ Škoda Plzeň. Una partita particolare. Quasi una partita di famiglia. Perché dall’altra parte c’erano proprio i giocatori della città natale dei Pavlu.

A 16 anni, dentro la prima squadra
Due anni dopo arrivano le prime amichevoli di un certo livello. Poi, nel 1978, Martin viene inserito stabilmente nella rosa del Bolzano. Ha appena 16 anni. E da quel momento comincia una storia destinata a diventare un record. 25 stagioni consecutive in biancorosso. Dal 1978 al 2003. Un record assoluto nella storia dell’Hockey Club Bolzano. Vent’anni. Poi ventidue. Poi venticinque. Generazioni intere di tifosi crescono vedendo il numero 25 pattinare sul ghiaccio.

Anche papà Jaroslav con lui
I primi anni della carriera di Martin hanno qualcosa di irripetibile. Per due stagioni, infatti, Martin e Jaroslav Pavlu giocano insieme nel Bolzano. Padre e figlio nella stessa squadra. Jaroslav è il veterano. Martin è il giovane talento che sta iniziando a costruire la propria carriera. Il vecchio Palafiera vede così nascere una delle storie familiari più belle dell’hockey biancorosso. E quella presenza paterna non finisce con le partite. Jaroslav sarà infatti anche uno degli allenatori e dei punti di riferimento di Martin durante la sua crescita. L’hockey, per i Pavlu, non è semplicemente uno sport. È una famiglia.

Il Cigno
Martin Pavlu diventa uno degli attaccanti più rappresentativi della storia dell’hockey italiano. A Bolzano gli viene affibbiato un soprannome che rimarrà legato per sempre alla sua figura: “Il Cigno”. Un’immagine curiosa per un giocatore di hockey, sport nel quale forza, velocità e contatto fisico sono fondamentali. Ma Pavlu aveva tecnica, eleganza e una straordinaria capacità di leggere il gioco. E soprattutto aveva una caratteristica che nel corso degli anni sarebbe diventata il suo marchio di fabbrica: continuità.

Dodici volte campione d’Italia
Quando si parla di Martin Pavlu, però, sono i numeri a raccontare meglio di qualsiasi aggettivo la sua grandezza. 12 Scudetti. Il record assoluto nella storia dell’HCB.

A questi aggiunge:

  • 1 Alpenliga
  • 1 Trofeo Sei Nazioni

Un palmarès costruito nell’arco di 25 stagioni e attraverso generazioni completamente diverse di giocatori.

Pavlu vince quando il Bolzano è ancora la grande squadra del Palafiera. Vince durante il passaggio verso il Palaonda. E continua a vincere negli anni Novanta, quando il Bolzano diventa una delle realtà più importanti dell’hockey italiano. Nel corso della sua carriera arriva anche un altro riconoscimento. La “C” sul petto. Martin Pavlu diventa capitano del Bolzano e indossa la fascia per sei stagioni. È una successione quasi naturale. Prima Gino Pasqualotto. Poi Robert Oberrauch. E quindi Martin Pavlu. Tre capitani appartenenti a generazioni differenti, ma uniti dalla stessa maglia. E c’è qualcosa di simbolico nel fatto che il numero 25 arrivi al vertice della squadra proprio dopo aver attraversato quasi tutta la storia moderna dell’HCB.

La Nazionale
Il numero 25 non è diventato una leggenda soltanto a Bolzano. Pavlu è stato anche uno dei pilastri della Nazionale italiana.

Ha partecipato a: 3 Olimpiadi

  • Albertville 1992
  • Lillehammer 1994
  • Nagano 1998
  • e a 11 Campionati del Mondo, sette dei quali nel Gruppo A.

E proprio il Mondiale del 1994, giocato in Italia, rappresenta uno degli appuntamenti più importanti della sua carriera internazionale. L’Italia chiude quel torneo al sesto posto, ancora oggi ricordato come il miglior piazzamento azzurro in un Mondiale di vertice.

Dal Palafiera al Palaonda
Forse è proprio questo l’aspetto che rende Martin Pavlu perfetto per la nostra rubrica. Guardando la sua carriera si può quasi raccontare la trasformazione dell’HCB. Quando debutta, il cuore dell’hockey bolzanino è ancora il Palafiera di via Roma. Poi arriva il Palaonda. Cambiano le strutture. Cambiano le generazioni. Cambiano gli avversari.Cambiano i compagni. Ma il numero 25 rimane. Pavlu diventa così una sorta di ponte tra due epoche dell’Hockey Club Bolzano. Il passato e il futuro che si incontrano sul ghiaccio.

Venticinque stagioni
Nel 2003, dopo 25 stagioni consecutive, il rapporto tra Pavlu e Bolzano si interrompe. Con il Bolzano lascia numeri impressionanti. Le statistiche riportate dalle fonti storiche parlano di 857 partite in biancorosso e 1.428 punti, frutto di 544 reti e 896 assist. Numeri che spiegano perché, ancora oggi, il suo nome sia indissolubilmente legato alla storia dell’HCB.

L’hockey dopo l’hockey
Ma per Pavlu il ghiaccio non finisce con il ritiro. Continua a lavorare nel mondo dell’hockey come commentatore televisivo e successivamente anche come tecnico. La Federazione Italiana Sport del Ghiaccio lo ha registrato negli anni anche nello staff tecnico della Nazionale e nei percorsi di formazione come allenatore. Perché probabilmente chi ha passato 25 anni dentro una pista di ghiaccio non può semplicemente voltarsi e andarsene. L’hockey rimane parte della vita.

Il numero 25 torna a casa
C’è però un ultimo capitolo che rende ancora più speciale questa storia. Il 20 settembre 2026, alla Sparkasse Arena, l’HCB ritirerà ufficialmente il numero 25 di Martin Pavlu. Insieme al suo verranno ritirati anche i numeri di Rolando “Rolly” Benvenuti (#8), Hubert Gasser (#19) e Robert Oberrauch (#4). È una cerimonia che completa idealmente una pagina della storia biancorossa. Il numero 33 di Gino Pasqualotto era stato il primo a raggiungere il soffitto dell’impianto. Ora toccherà anche al 25.

Il Cigno non ha mai cambiato casa

Ci sono giocatori che vengono ricordati per una stagione. Altri per una finale. Altri ancora per un gol decisivo. Martin Pavlu sarà ricordato per qualcosa di molto più difficile da ottenere. La fedeltà. Vent’anni. Ventidue. Venticinque stagioni. Una sola maglia. Dodici Scudetti. Tre Olimpiadi. Undici Mondiali. Sei stagioni da capitano. E quel numero 25 che per generazioni di tifosi ha significato semplicemente una cosa: Martin Pavlu.

Tre generazioni sul ghiaccio
La storia dei Pavlu, però, non finisce con Martin. Dopo Jaroslav e Martin, anche la terza generazione ha scelto il ghiaccio: Jan Pavlu, nato a Bolzano nel 1994, ha seguito le orme del padre e del nonno diventando giocatore di hockey. Difensore, cresciuto nel settore giovanile di Appiano e poi trasferitosi giovanissimo in Germania, Jan ha costruito la propria carriera lontano da Bolzano, arrivando anche a vestire la maglia della Nazionale italiana. Tre generazioni, due Paesi, decenni diversi e una passione rimasta sempre la stessa. Jaroslav, Martin e Jan Pavlu: nonno, padre e figlio. Tre generazioni di hockey su ghiaccio.

E forse è proprio questo il modo più bello per raccontare la famiglia Pavlu: una storia iniziata sul ghiaccio e trasmessa di generazione in generazione.

EROI BIANCOROSSI #5 – MARTIN “IL CIGNO” PAVLU
Nato: 8 luglio 1962, Plzeň
Ruolo: Ala
Maglia: #25
Stagioni HCB: 25 consecutive
Scudetti: 12
Alpenliga: 1
Trofeo Sei Nazioni: 1
Capitano HCB: 6 stagioni
Olimpiadi: 3
Mondiali: 11
Numero ritirato: 20 settembre 2026

Una vita in biancorosso. E quando il 25 salirà al soffitto della Sparkasse Arena, non sarà soltanto una maglia appesa. Sarà il ricordo di 25 stagioni di hockey, di vittorie, di generazioni e di una città che ha visto crescere un ragazzo diventato leggenda. Martin Pavlu. Il Cigno. Uno degli Eroi Biancorossi.