Eroi Biancorossi #4 I Robert Oberrauch

Robert Oberrauch, il capitano che raccolse l’eredità del 33

Ci sono storie che sembrano scritte apposta per essere raccontate. Questa comincia con un ragazzino bolzanino, un paio di pattini e una mano tesa. Quella mano era di Gino Pasqualotto. Il ragazzino era Robert “Roby” Oberrauch. E molti anni dopo, quel ragazzino sarebbe diventato uno dei grandi capitani della storia dell’Hockey Club Bolzano.

Tutto comincia al Palafiera.

Robert Oberrauch nasce a Bolzano il 6 novembre 1965. È ancora giovanissimo quando entra nel mondo dell’hockey. A portarlo al Palafiera di via Roma è proprio Gino Pasqualotto, che lo accompagna sul ghiaccio quando Robert ha appena dieci anni. Una storia raccontata dallo stesso Oberrauch anni dopo e che rende ancora più speciale il rapporto tra i due. È quasi un passaggio di testimone. Pasqualotto è già una delle figure più importanti dell’HCB. Oberrauch è soltanto un ragazzino che sta iniziando a scoprire quello sport che, negli anni successivi, diventerà la sua vita.Nessuno può ancora sapere che quel bambino arriverà un giorno a indossare la “C” di capitano.

Il debutto tra i grandi
La prima squadra arriva presto. Oberrauch debutta in prima squadra nella stagione 1981/82. Dalla stagione successiva entra stabilmente nel gruppo e, con qualche parentesi, trascorrerà complessivamente 16 anni in maglia biancorossa, fino alla stagione 1997/98. Nel mezzo c’è anche una parentesi in Canada, dove disputa una stagione nella WHL, e una stagione lontano da Bolzano, nel 1989/90, con i Devils Milano. Ma il legame con il biancorosso rimane sempre quello principale. Oberrauch torna a Bolzano.E torna per restare.

Otto volte campione d’Italia
Se c’è un modo semplice per descrivere la grandezza della carriera di Oberrauch, basta guardare il suo palmarès. Otto Scudetti.

I titoli arrivano nel:

1983
1984
1985
1988
1995
1996
1997
1998

A questi aggiunge:

1 Alpenliga
1 Trofeo Sei Nazioni

Un palmarès che lo colloca senza discussioni tra i protagonisti dell’epoca d’oro dell’hockey bolzanino. Ma c’è un’altra caratteristica che rende la sua storia particolare. Oberrauch non era soltanto un giocatore di talento. Era un leader.

Il capitano del Bolzano
Nel 1992 Robert Oberrauch raccoglie una pesante eredità.Quella del capitano dell’HCB. Il numero 33 di Gino Pasqualotto passa idealmente dalle mani del suo mentore a quelle del suo giovane allievo. Oberrauch indossa la C biancorossa per sette stagioni, dal 1991/92 al 1997/98 secondo la cronologia ufficiale del club. Sono gli anni in cui il Bolzano torna a essere una delle grandi potenze dell’hockey italiano. E Roby è al centro di quella squadra. Un difensore. Un capitano. Uno dei punti di riferimento dello spogliatoio. Il suo ruolo di leader non si limita al Bolzano. Anche la Nazionale italiana gli affida la fascia. Oberrauch indossa la C azzurra dal 1991 al 1998, diventando per molti anni il capitano del Blue Team.

In totale disputa tre Olimpiadi:

  • Albertville 1992
  • Lillehammer 1994
  • Nagano 1998

E partecipa a 10 Campionati del Mondo, sei dei quali nel Gruppo A. Sono gli anni d’oro dell’hockey italiano. E Bolzano è una delle colonne portanti di quella Nazionale.

Il Palaonda e gli anni d’oro
Per raccontare Oberrauch bisogna anche raccontare una generazione.Quella dei grandi anni Novanta.

  • Igor Maslennikov.
  • Sergei Vostrikov.
  • Lucio Topatigh.
  • Bruno Zarrillo.
  • Gaetano “Gates” Orlando.
  • Mike Rosati.

E naturalmente Robert Oberrauch.

In un’intervista del 2017, Oberrauch ricordava proprio quegli anni come un periodo straordinario per l’hockey italiano e per il Bolzano, con il vecchio palaghiaccio di via Roma spesso pieno e il nuovo Palaonda capace di raccogliere folle enormi. E il Palaonda diventa una parte fondamentale di questa storia. Nel 1994 Bolzano ospita i Mondiali. E Oberrauch li vive da bolzanino e capitano della Nazionale. Una situazione che lui stesso definì particolare: giocare un Mondiale davanti al pubblico di casa, nella propria città, con la “C” sulla maglia.

Una carriera da quasi 200 partite in azzurro Oberrauch conclude la sua carriera agonistica nel 1998. Con la Nazionale lascia un’eredità importante: 193 partite con l’Italia, con 42 punti realizzati. È stato uno dei grandi leader della Nazionale per quasi un decennio. E nel 2020 arriva un riconoscimento speciale. L’IIHF lo inserisce nell’All-Time Italy Team, la selezione ideale dei migliori giocatori italiani di sempre. Accanto a lui figurano altri nomi enormi dell’hockey azzurro, tra cui Mike Rosati, Armin Helfer, Lucio Topatigh, Roland Ramoser e Mario Chitarroni.

Dal ghiaccio alla scrivania
La storia di Oberrauch non finisce con i pattini appesi al chiodo. Dopo la carriera torna anche nel mondo dell’HCB in ruoli dirigenziali. È stato direttore sportivo nel 1999/2000, allenatore per un breve periodo nel 2001 e vicepresidente del club in due differenti periodi. Ma il rapporto con lo sport continua anche fuori dall’hockey. Dal 2015 è presidente dell’AC Virtus Bolzano, realtà calcistica nata dalla fusione tra FC Bolzano 1996 e Virtus Don Bosco. Una dimostrazione di quanto il legame con Bolzano sia rimasto centrale nella sua vita anche dopo la fine della carriera sul ghiaccio.

Il ragazzo che diventò capitano
Forse però la parte più bella della storia di Robert Oberrauch non è un numero. Non sono gli otto Scudetti.Non sono le tre Olimpiadi. Non sono i Mondiali. È quella fotografia immaginaria di un bambino che entra al Palafiera accompagnato da Gino Pasqualotto. Gino era già un simbolo. Robert era ancora soltanto un ragazzino. Anni dopo, Gino avrebbe avuto il 33 ritirato dal club. E Robert sarebbe diventato il capitano che ne raccolse l’eredità. Una generazione dopo l’altra. Un capitano dopo l’altro. La stessa maglia. La stessa città. La stessa passione.

EROI BIANCOROSSI #4
Robert “Roby” Oberrauch
Nato: 6 novembre 1965, Bolzano
Ruolo: Difensore
Stagioni in biancorosso: 16
Scudetti: 8
Alpenliga: 1
Trofeo Sei Nazioni: 1
Capitano HCB: 7 stagioni
Olimpiadi: 3
Mondiali: 10
Presenze in Nazionale: 193

E soprattutto:

un ragazzo portato al ghiaccio da Gino Pasqualotto diventato, molti anni dopo, capitano del Bolzano. ❤️

Perché ci sono giocatori che vincono.
Altri che diventano capitani.

E poi ci sono quelli che raccolgono una storia e la portano avanti. Robert Oberrauch è stato uno di questi.