Eroi Biancorossi #1 I Pionieri del 1933

Gli uomini che hanno acceso la prima luce di Hockeytown. Ci sono eroi che sollevano coppe. Ci sono eroi che segnano gol decisivi. E poi ci sono quelli senza i quali nessuna di quelle coppe sarebbe mai esistita. La storia dell’Hockey Club Bolzano non inizia con uno Scudetto. Non inizia con una finale. Non inizia nemmeno dentro un palaghiaccio.

Inizia nel 1933, quando un gruppo di giovani appassionati decide di inseguire un sogno che, per molti, sembrava impossibile. Giocare a hockey a Bolzano. Quando l’hockey era un’avventura
Oggi basta entrare alla Sparkasse Arena. Il ghiaccio è perfetto. Le tribune sono illuminate. Le partite vengono trasmesse in televisione. Novant’anni fa era tutto diverso.

Il ghiaccio era naturale. Veniva preparato a mano. Bastavano poche ore di sole per compromettere una partita. Gli spogliatoi erano improvvisati e l’attrezzatura era spesso acquistata con enormi sacrifici.

Eppure nessuno pensava di arrendersi. Perché quei ragazzi avevano qualcosa che valeva più di qualsiasi infrastruttura. Avevano una passione sconfinata.

Quei primi giocatori non immaginavano certo che stavano scrivendo una pagina destinata a diventare leggenda. Tra i nomi ricordati come pionieri della società compaiono Ernst Ebner, Giovanni “Hans” Lux, Siegfried Mech, Artur Pernstich, insieme ad altri protagonisti come Roman Gasser e Renzo Stenico, che oltre a giocare si occupavano anche dell’organizzazione della giovane società.

Erano giocatori. Dirigenti. Magazzinieri. Organizzatori.
A volte facevano tutto contemporaneamente. Non esistevano professionisti. Esistevano uomini che dedicavano tempo, energie e sacrifici per far crescere uno sport che allora pochi conoscevano.

Quando il Bolzano disputò le sue prime partite ufficiali, sugli spalti arrivarono migliaia di curiosi. Non c’erano maxischermi. Non c’erano effetti speciali. Solo il rumore delle lame sul ghiaccio e il fascino di uno sport nuovo, veloce e spettacolare. Fu amore a prima vista. Da quel momento Bolzano iniziò lentamente a diventare una città di hockey.

La guerra fermò tutto.  Come accadde in tutta Europa, anche l’attività sportiva subì una brusca interruzione. Molti giocatori partirono per il fronte. Le priorità cambiarono. La città visse anni durissimi. Ma la passione non scomparve. Rimase sotto la cenere. Aspettando il momento giusto per tornare a brillare.

Terminata la guerra, quei pionieri e chi raccolse il loro testimone ricominciarono quasi da zero. Poco alla volta il Bolzano tornò sul ghiaccio. Nel 1953 arrivò il primo palaghiaccio artificiale di via Roma, destinato a cambiare per sempre la storia dell’hockey cittadino. Da lì sarebbero arrivati Scudetti, campioni, serate leggendarie e una tradizione che continua ancora oggi.

Il primo eroe non è una persona. Quando abbiamo pensato a questa rubrica, ci siamo chiesti da dove iniziare. Da Topatigh? Da Pasqualotto? Da Rosati? Da Jágr? La risposta era davanti ai nostri occhi.

Il primo “Eroe Biancorosso” non poteva essere un singolo giocatore. Doveva essere una squadra. Quei ragazzi del 1933 che, senza saperlo, hanno costruito le fondamenta di tutto ciò che oggi chiamiamo Hockeytown. Perché ogni gol segnato negli ultimi novant’anni… Ogni Scudetto conquistato… Ogni bambino che ha indossato per la prima volta i pattini… Esiste grazie al coraggio di quei pionieri. E per questo motivo, il primo posto nella nostra Hall of Fame appartiene a loro.

🏒 Lo sapevi che…?

🔴 Le prime squadre del Bolzano giocavano su ghiaccio naturale, preparato con grande fatica e completamente dipendente dalle condizioni meteo.
⚪ Nei primi anni i giocatori ricoprivano spesso anche ruoli dirigenziali e organizzativi: senza il loro volontariato il club non avrebbe potuto sopravvivere.
🔴 L’HC Bolzano nacque nel 1933, ma il movimento hockeistico bolzanino aveva già mosso i primi passi negli anni Venti, grazie ai pionieri che giocavano tra Renon e Bolzano, gettando le basi per la nascita del club biancorosso.