Adb 48 Il punto su Foxes e mercato, sulla Nazionale e l’assemblea ICE

“Signore, dai forza al mio nemico. E fallo vivere a lungo, affinché possa assistere al mio trionfo!”

Potremmo mai scomodare la leggendaria esistenza di un fine stratega quale fu Napoleone Bonaparte, nella sobria intenzione di equipararla ad un condottiero di eguale entusiasmo e lungimiranza?

Naturalmente sì, se il paragone non dovesse risultare oltraggioso.

L’indiscusso leader, che vorremmo accostare al celeberrimo imperatore francese, è colui che ufficialmente, dal 1997, si prende cura dell’Hockey Club Bolzano. Dei nostri amati Foxes. Ed altri non è se non “il Dottore”,

Dieter Knoll.

Due mesi fa, lo avevamo lasciato solo, e particolarmente scosso, all’indomani della bruciante eliminazione dei biancorossi per mano dell’Olimpija Lubiana, nei quarti di finale dei playoff 2025-2026, capolinea di una stagione conclusasi alquanto prematuramente ad Hockeytown, la notte del 19 marzo scorso.

I fasti di Austerlitz. Calpestati nel fango di Waterloo…

Come Bonaparte, anche il Dottor Key – classe 1952 – verrà ricordato dalle generazioni future per i singoli trionfi. Osannato come l’uomo che seppe assemblare le coalizioni del 2014 e del 2018, capaci di strappare i simboli del potere dalle mani degli Asburgo, appostati oltre la naturale demarcazione territoriale del Brennero.

Ma come “Boney” (l’ossuto – il dileggiante soprannome attribuito a Napoleone dal popolo britannico, suo nemico giurato) anche Dieter Knoll verrà ricordato per l’eternità a causa dei suoi malaugurati insuccessi.

Sul tormentato suolo di Austerlitz (l’odierna Slavkov, in Repubblica Ceka), Napoleone attirò il nemico simulando un improvviso disorientamento delle sue retrovie. Lo schieramento avverso, composto da russi ed austriaci, abboccò. E lui lo mise in fuga, sferrando un poderoso attacco proprio al cuore delle linee nemiche. Sul campo di battaglia, le brigate francesi issarono la “drapeau” bianca, rossa e blu in segno di vittoria. Portando in trionfo il loro ineguagliabile condottiero.

Un po’ ciò che accadde a Salisburgo, con le dovute eccezioni, quando il Bolzano espugnò la città natale di Wolfgang Amadeus Mozart, sia nel ‘14 che nel ‘18, recapitando la Karl Nedwed Trophy direttamente nelle mani del suo amministratore delegato.

Similitudini ardite, ma che celano un fondo di familiarità, anche nelle sconfitte.

Il generale transalpino dovette arrendersi al fango paludoso, che frenò la sua leggendaria cavalleria pesante, ed all’inettitudine dei suoi ufficiali sul campo della “Battaglia delle otto ore”, quella della cocente sconfitta subìta per mano del Duca di Wellington a Waterloo. Che costrinse Napoleone al definitivo esilio sull’isola di Sant’Elena.

Il Ceo dell’Hockey Club Bolzano si arrese invece oltre due mesi fa all’evidenza dei fatti ed alla sciagurata gestione dello spogliatoio perpetrati dal suo head-coach ufficiale sul campo, Doug Shedden. Conseguenze che hanno dissolto come neve al sole quello che era stato definito come il “miglior Bolzano di tutti i tempi”.

HC Bolzano Foxes 2026

Mentre Napoleone Bonaparte sfruttò gli eventi che sfociarono nella Rivoluzione francese di fine ‘700, per scalare celermente le gerarchie militari fino ad autoproclamarsi imperatore di Francia nel maggio del 1804, il Dottore la Rivoluzione bolzanina l’ha attuata nei 60 giorni trascorsi da quella fatidica notte dello scorso 19 marzo.

“Grandi pulizie di primavera”, come le definirebbe anche l’intelligenza artificiale. Il segreto, stando proprio ai consigli dell’AI, è procedere per zone. Proviamoci anche noi.

Settore tecnico: come sottolineato di recente dallo stesso responsabile della comunicazione per HCB, Luca Tommasini, nel corso della serata di fine stagione consumata dallo staff e dai soci di HCBfans al Dublin Pub, sul nuovo allenatore dell’Hockey Club Bolzano non ci sono novità degne di nota. A livello di suggestioni, ad Hockeytown circolano i nomi di sempre.

Mike Halmo, oramai in totale armonia con il territorio, e caldeggiato a gran voce dalla tifoseria, ha appena rinnovato a Collalbo con i Rittner Buam.

Fin tanto che rimarrà in attività, nelle manovre di mercato anche Tom Pokel verrà sempre affiancato ai biancorossi. Un tributo legato al passato, più che altro. Ma che rende perfettamente l’idea dell’illimitato credito che il tecnico di Green Bay, Wisconsin, possa vantare a Bolzano.

Portieri: la batteria composta nel recente passato da Sam Harvey e Jonny Vallini si è ufficialmente sciolta. Il “Santo”, dopo quattro stagioni e 173 incontri spesi in maglia biancorossa, ha accettato l’offerta di Innsbruck, dove gli Haie non stanno nascondendo le proprie velleità alla concorrenza. Come confermato negli ultimi giorni anche dagli ingaggi dell’ala moscovita.
Nikita Scherbak (ultime due stagioni a Villach) e Connor Mayer (dagli Hershey Bears). Che si aggiungono a Brett Davis (in uscita dai Rapid City Rush) e Joel Messner (ex Fehérvár AV 19).

Jonny Vallini, l’unico profeta in patria che poteva vantare l’Hockey Club Bolzano, è certo che sbarcherà in AHL, anch’egli sulla sponda Rittner Buam.

I Foxes si sarebbero focalizzati su due profili: un portiere canadese 34enne, con lunghi trascorsi in NHL, ed un goalie statunitense trentenne del Minnesota, con apparizioni in DEL e KHL.

Difensori: se la parola chiave dell’estate sarà “rivoluzione”, il reparto arretrato dovrebbe perdere qualche protagonista della passata stagione.

Tra i più papabili: Philip Samuelsson.

Di certo, al momento, c’è il ritiro dalle competizioni agonistiche di Enrico Miglioranzi, un giocatore che verrà sicuramente rimpianto a Bolzano. Quanto meno per la dedizione che ha sempre messo nello svolgimento del suo mestiere. E nell’indossare la maglia biancorossa.

Attacco: profumo di rinnovo per Cole Schneider e Brad McClure. Entrambi reduci da una stagione coi fiocchi, impreziosita da ineccepibili rendimenti individuali, sono state due vere e proprie eccellenze. Il primo come assist-man, il secondo come top-scorer. Le loro firme sui rispettivi contratti potrebbero determinare la ferrea volontà del club di puntare ancora una volta al bersaglio grosso. E con maggiore convinzione.

A Schneider e McClure si potrebbe aggiungere un centro canadese dal fisico importante, alla prima apparizione in Europa e nel pieno della sua attività. Bocche cucite in via Galvani sul suo conto. Quindi gli indizi su di lui sono veramente minimi. Si sa soltanto che ha speso gran parte della carriera in AHL.

In attesa di conoscere più da vicino le altre mosse dell’Hockey Club Bolzano, nell’opera di restyling di tutti i reparti, è certo che alcuni giocatori della scorsa – come anche delle passate stagioni – si sarebbero offerti da tempo.

Nei territori dell’Impero Asburgico, invece, quella che sta per entrare sarà un’estate all’insegna del rinnovamento. Ma anche dell’austerity.

Alcune piazze, come Salisburgo e Klagenfurt, si sono chiuse in loro stesse dopo gli ultimi infausti playoff della ICE, quando vennero letteralmente prese a stivalate sulle terga (come fece lo stesso Napoleone Bonaparte con gli austriaci, ad Austerlitz) e costrette ad alzare bandiera bianca.

            Graz 99ers ICE HL Champion

In Austria, comunque, gli ambienti connessi alla ICE Hockey League sono stati scossi ultimamente dal susseguirsi delle voci sulla presunta crisi finanziaria che avrebbe improvvisamente attanagliato i Graz 99ers, il club appena laureatosi campione. Per la prima volta nella sua storia.

Un’inopportuna spending review per gli stiriani, resasi necessaria a causa dei drastici tagli (si parla di almeno il 50 per cento) che sarebbero stati operati da Holding Graz ed Energie Steiermark ai loro tradizionali contributi di sponsorizzazione.

Una vera e propria mazzata, che obbligherebbe i 99ers a separarsi da alcuni dei suoi giocatori più rappresentativi (come la “stella” Nick Bailen, già accasatasi a Vienna), a ridimensionare di conseguenza il proprio monte ingaggi ed a rivedere le legittime ambizioni, sia in Champions Hockey League che nella prossima ICE Hockey League.

Le voci relative al mercato estivo, queste sì ufficiali, già riportate dai media istituzionali della ICE coinvolgendo molte delle sue franchigie, hanno tracciato un quadro molto chiaro della situazione.

Partiamo inevitabilmente proprio dai Graz 99ers.

Nonostante il terremoto interno, lo staff tecnico (da destra a sinistra: l’head-coach Dan Lacroix, l’associato Nate DiCasmirro – due stagioni da giocatore coi Foxes, nel 2008-‘09 e nel 2015-‘16 – ed il coach dei portieri, Andreas-Eriksson è stato confermato in blocco.

Anche il fenomenale goalie Max Lagacè ha rinnovato e con Nico Wieser formerà ancora la coppia dei portieri campioni in carica.

Da Klagenfurt, il difensore della Nazionale David Maier si è spostato in Stiria. Occuperà lo slot lasciato libero da una vera e propria Leggenda: Korbinian Holzer #4, il capitano. Che ha scelto di chiudere da campione la sua lunghissima ed onorata carriera.

Di Nick Bailen abbiamo già riferito. Ma 20 giorni fa hanno svuotato l’armadietto 99ers anche Anders Koch, Kasper Kotkansalo e Lukas Kainz.

Passiamo all’altra finalista degli scorsi playoff, i Puschtra.

I “cugini” hanno brillantemente chiuso il pacchetto dei profili meritevoli del rinnovo. Quindi, vestirà nuovamente la maglia giallonera uno dei “crack” tra i portieri della scorsa stagione: Eddie Pasquale (detentore con 279 minuti della più lunga fase di imbattibilità, nel corso dei playoff, di questa Lega).

Oltre a lui hanno rinnovato Markus Lauridsen, Daniel Glira, Austin Osmanski, Alan Lobis, JC Lipon,  Alex Ierullo, Henry Bowlby, Austin Rueschhoff, Cole Bardreau e Greg DiTomaso. Ad una giovane leva, Luciano Zandegiacomo, è stato offerto invece un triennale.

Non è stato riconfermato Jon Blum, mentre il capitano Raphael Andergassen si è tolto definitivamente di dosso la propria corazza giallonera.

A Salisburgo, invece, le notizie arrivano sparute e frammentarie, come poche altre volte in passato.

Di certo, si sa soltanto che hanno lasciato Devante Stephens, Cole Krygier, Lucas Thaler e Connor Corcoran. Ed hanno prolungato Florian Baltram, Benjamin Nissner e Peter Hochkofler.

Per quest’ultimo, out da fine gennaio scorso a causa di seri problemi di salute, il rinnovo suona come un nobile atto di riconoscenza nei suoi confronti, operato dal club nella speranza di poterlo rivedere ancora sul ghiaccio.

A coach Manny Viveiros, invece, i Tori Rossi hanno indicato l’uscita, dopo l’infausta decisione di voler incrociare i pusteresi nei fatali quarti di finale 2025-‘26.

Al suo posto, il nuovo head-coach sarà una vecchia conoscenza della EBEL, ma nelle vesti di ex giocatore. Ovvero Alan Letang, capitano di Medvescak Zagabria una decina abbondante di anni fa, la scorsa stagione sul pancone dei Blue Devils Weiden in DEL2.

Unico movimento certo in entrata è Adam Brooks, dai Red Bull Monaco, trentenne attaccante di ottimo livello (67 punti su 81 incontri nella scorsa DEL).

Da Székesfehérvár sono state rese note le estensioni dei contratti di Rasmus Kulmala, Tim Campbell, l’ottimo goalie finlandese Rasmus Reijola, Max Gerlach, Csongor Ambrus, Kristof Nemeth e Roland Kiss.

Ai saluti Balazs Varga, Dominik Horvat, Justin Richards, Ole Einar Engeland Andersen, Darren Archibald, Martin Stajnoch e Joel Messner (come già detto, ingaggiato dagli Innsbruck Haie).

Gli unici movimenti in entrata, al momento, sono: il difensore canadese Justin MacPherson e l’attaccante magiaro Péter Vincze.

L’Olimpija Lubiana si è presentata sul mercato con le idee molto chiare.

Photo by: Domen Jancic

Le “stelline” Marcel Mahkovec, l’ala destra 22enne di Bled cresciuto agonisticamente a Krefeld e Stoccolma, e Jan Cosic, il difensore di 23 anni formatosi in Svezia e Finlandia, sono stati i primi ad avere l’onore dell’estensione del loro contratto in essere.

Subito dopo anche i difensori Nathanael Halbert, Aljosa Crnovic e Blaz Gregorc hanno posto le loro firme sui nuovi contratti. Al pari degli attaccanti Marly Quince e Nik Simsic.

Le Black Wings di Linz invece hanno lasciato alle spalle un’altra stagione pressoché anonima, chiusa agli ottavi di finale.

                          Andreas Kristler

Dopo 20 anni di onorato servizio, distribuito equamente tra Villach, Salisburgo e Linz, coach Philipp Lukas ha salutato Andreas Kristler, l’attaccante 35enne che con 866 match e 349 punti si è ampiamente meritato gli ozi del suo buen retiro.
Dalla quasi dismessa Vorarlberg le “ali nere” hanno pescato Oskar Maier e Marlon Tschofen, da Stavanger l’attaccante statunitense Trenton Bliss e dai campioni in carica 99ers l’altro

attaccante Lukas Kainz (che ha siglato addirittura un triennale).

Detto di Andreas Kristler, Linz ha salutato anche Travis Barron, approdato al Dukla Trencin, ma si è garantito con un ulteriore biennale la solidità e l’efficacia sotto porta di un giocatore come Graham Knott (210 punti in 215 partite con i Black Wings), già al sesto anno a Linz.

A Klagenfurt, l’head-coach Kirk Furey si appresta a spendere la sua dodicesima annata sul pancone delle Rotjacken. Che si aggiungono alle otto spese sul ghiaccio da giocatore.

Raro esempio di fedeltà.

Al solito, il tecnico canadese di Glace Bay è stato accontentato in sede di mercato. Quanto meno sui rinnovi contrattuali. Perciò Furey ritroverà nel suo spogliatoio uomini di fidata esperienza. Come Nick Petersen, Fabian Hochegger, Simeon Schwinger, Sebastian Dahm, Clemens Unterweger, Raphael Herburger e Finn Van Ee. Una grave perdita per l’attacco carinziano è invece quella di Mathias From (volato in Finlandia, ad Espoo) mentre lo svedese Mario Kempe si è ritirato dall’attività.

Da Villach, come nel caso di Salisburgo, trapela poco o nulla. Dopo quattro eliminazioni consecutive ai quarti di finale, i biancoazzurri carinziani proveranno ad alzare l’asticella.

Confermato intanto coach Pierre Allard, 53 anni di Montreal.

Ingaggiati il difensore canadese Scott Walford (via Kalmar), il collega Sean Larochelle (dai Manitoba Moose) e l’attaccante Joseph Cramarossa (dagli Augsburger Panthers).

Confermato anche il backup René Swette.

Hanno salutato Mark Katic (ritiro), Nikita Sherbak (Innsbruck Haie) e Dylan MacPherson (Plzen).

Molta carne al fuoco a Vienna, inequivocabile indizio di una capitale desiderosa di emergere dall’anonimato delle retrovie.

Nuovo il tecnico, Mike Stewart, 54 anni da Calgary,

che nel 2010 e 2011 era presente come head-coach nello staff di Villach. Subentra a Kevin Constantine ed è reduce da una lunga esperienza in DEL (Fischtown Pinguins, Augsburger Panthers, Kölner Haie e Grizzlys Wolfsburg).

Il parco giocatori ha già registrato due ottimi movimenti in entrata. Come Nick Bailen, difensore statunitense di 36 anni, ex NHLer, 13 gol e 49 assist in 49 match con Graz lo scorso anno. E Konstantin Komarek, viennese purosangue di 33 anni, che rientra in ICE Hockey League dopo quattro stagioni a Salisburgo (2012-2016), alle quali seguì un lungo pellegrinaggio tra Svezia, Svizzera e Lettonia.

L’anno prossimo i Caps avranno due goalies viennesi. Al confermato Sebastian Wraneschitz si è aggiunto, dai Frederikshavn White Hawks, Max Zimmermann. Davanti a loro giostrerà ancora Simon Bourque, l’ex biancorosso reduce da un’ottima annata sul Danubio (27 punti in 48 match).

Mitch Hults invece non prolungherà la sua esperienza nella capitale. Pare si sia nuovamente offerto all’Hockey Club Bolzano. E che stia attendendo una risposta in merito.

Detto in apertura degli Innsbruck Haie – e non essendoci notizie particolarmente rilevanti da Budapest, relative al Ferencvárosi Torna Club – spostiamo ora il focus sull’assemblea generale del board della ICE Hockey League, in programma il prossimo 1° giugno a Salisburgo.

Per l’occasione, all’ordine del giorno saranno due i punti di maggiore rilevanza.

1) L’accertamento dell’attuale stato economico dei Pioneers Vorarlberg, in previsione di un’auspicabile partecipazione alla prossima ICE. 2) La richiesta di affiliazione presentata dall’Hockey Club Milano.

Nonostante una massiccia mobilitazione dei supporters, a Feldkirch lo stato d’animo è lo stesso di chi si trova ad un passo dal baratro. Dopo i giocatori, si sono arresi all’evidenza dei fatti anche gli uomini dello staff tecnico (il coach Johannes Nygard ed il suo associato Steve Birnstill).

Per contro, Milano disporrebbe dei requisiti, ma avrà comunque bisogno del benestare di otto franchigie sulle restanti 11 (Budapest non ha ancora diritto di voto e Feldkirch pare già out).

I rossoblù si sono costituiti in una S.r.l. (House of Doge al 70%, Intercom Dr. Leitner al 30) e più di due terzi del futuribile roster milanese avrebbe già in mano un pre-contratto per la prossima stagione. Una delle cause per le quali il mercato della ICE non sarebbe ancora decollato.

I Foxes (con Valpusteria, Olimpija Lubiana e Fehérvár AV 19) appoggeranno la candidatura, nel rispetto del “gentleman agreement” (zero interferenze sul mercato) stipulato con Milano.

L’attesa di sapere quali e quante squadre saranno ai nastri di partenza della futura ICE – venerdì 18 settembre 2026 – sta per esaurirsi.

L’ultimo capitolo lo riserviamo ai Campionati Mondiali Top Division di Zurigo e Friborgo.

Le Top 8 uscite dalle qualificazioni (Svizzera, Canada, Finlandia, Norvegia, Lettonia, Repubblica Ceca, Stati Uniti e Svezia) hanno proseguito il loro cammino.

Ai quarti i padroni di casa battono la Svezia in un match duro e ricco di polemiche.

Non useremo l’azzardo di paragonare un quarto di finale mondiale ad una finale olimpica ma il netto 4:0 con il quale “la foglia d’acero”, in un altro match aspro e combattuto, regala il biglietto di ritorno agi U.S.A., non lascia scampo (apre Celebrini e chiude Crosby in e. n.). La Finlandia indirizza la sfida con i cechi fin dalle prime battute e la chiude sul 4:1.

Nella prima semifinale i rossocrociati hanno vita facile 6:0 contro la sorprendente Norvegia arrivata fra le prime 8 grazie al 2:0 rifilato ai lettoni. Nella sera di sabato i finnici chiudono l’annata disastro del Canada con un 4:2 in rimonta (1:2 – 3:0 – 0:0).
E la ciliegina vien messa nella finale per il bronzo dove i nordamericani sotto 0:2 rimontano in 68” pareggiando a 8” dalla sirena. Ma al 4’ del OT Noah Steen regala alla Norvegia il suo miglior risultato di sempre. Complimenti!

Nella finale di Zurigo i padroni di casa, forse condizionati dal 4:2 contro gli stessi rivali, lasciano più ghiaccio ai finnici e, in ogni caso, 2 grandi portieri come Genoni e Annunen

 

 

 

 

 

 

 

 

dicono no a tutti i tentativi. Si va al OT e, dopo un palo della Finlandia e un un incrocio degli svizzeri, al 70’42” la chiude Helenius.Per la quinta volta in cinque finali disputate – le ultime tre negli ultimi tre mondiali, tutte e tre chiuse senza segnare, la Svizzera non è riuscita a conquistare l’oro.

 

 

 

 

 

Le neo-promosse (Gran Bretagna e, purtroppo, Italia) non sono riuscite ad evitare la retrocessione. Sentenze che erano sembrate inevitabili già nel corso del torneo olimpico dello scorso febbraio.

Il prossimo anno, in Top Division, Kazakistan ed Ucraina prenderanno il loro posto, essendosi qualificati ad inizio maggio in Polonia, nel raggruppamento di Prima Divisione a Sosnowiec.

In questo momento storico l’asticella dell’intero movimento in Italia è posizionata tra le 16 dell’Olimpo e le 6 damigelle che vorrebbero farne parte. Al pari di inglesi, francesi e polacchi.

Sono sempre più lontani i tempi in cui i confronti con realtà come Germania, Svizzera, Austria e Danimarca erano sostanzialmente alla pari. Oggi il ranking è impietoso. Ma rispecchia con trasparenza assoluta il livello dell’hockey italiano.

Sul tema, la competenza di Luca Tommasini (uno che l’ambiente azzurro lo conosce meglio di molti altri) è quanto di più eloquente possa esserci a riguardo.

“Il coaching staff (Stefan Mair, Jukka Jalonen e Giorgio DeBettin) lavora bene con gli uomini che ha a disposizione. Ma i limiti sono evidenti. Il prossimo anno si ripartirà dal gruppo A Quando i vertici federali si ritroveranno attorno ad un tavolo, ed analizzeranno attentamente i risultati acquisiti sia alle Olimpiadi che in Top Division, servirà un dibattito approfondito. Che sappia portare ad auspicate soluzioni a problemi come le lacune strutturali, la crescita dei talenti e la valorizzazione dei giovani”. Il prossimo anno saremo in Estonia per il mondiale gruppo A.

E se servisse un grande leader da mettere al comando delle operazioni, un condottiero alla Napoleone Bonaparte, una mezza idea l’avremmo già…

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